
Stai per andare a Bora Bora? Ecco 3 cose che devi assolutamente sapere (e non è solo il prezzo!)
Siamo onesti: Bora Bora è l’icona del lusso esotico, il poster che tappezza le agenzie viaggi. Ma dietro quelle acque cristalline e i bungalow overwater, si nasconde una realtà fatta di costi proibitivi per i non iniziati. Molti la sognano, pochi la vivono. E di quei pochi, una fetta ancora più piccola riesce a farlo senza bruciare i risparmi di una vita. Il segreto? Il travel hacking. Qui a Punti Furbi, non parliamo di sconti striminziti, ma di come aggirare il sistema per viaggiare in grande stile, anche verso la Polinesia Francese. Se stai per fare il grande passo, o anche solo sognando ad occhi aperti, ecco 3 verità scomode e furbissime che devi conoscere prima di prenotare.
Arrivare a Bora Bora (più precisamente a Motu Mute, l’aeroporto di Bora Bora) non è una passeggiata. Non esistono voli diretti dall’Italia, ovviamente. Il percorso tipico prevede almeno due, spesso tre scali, passando per hub come Parigi (CDG), Los Angeles (LAX) o Tokyo (NRT), per poi prendere un volo intercontinentale per Papeete (PPT), la capitale di Tahiti. Da lì, un breve volo locale ti porterà finalmente a Bora Bora. Stiamo parlando di viaggi che superano le 24-30 ore totali.
Immagina di affrontare un’impresa del genere in Economy. È una tortura che ti farà arrivare spossato e con il jet lag alle stelle, rovinando i primi preziosi giorni nel paradiso. La verità è che, per una destinazione così remota, la Business Class non è un’opzione, ma una necessità strategica. Compagnie come Air Tahiti Nui, French Bee, Air France o United Airlines operano spesso voli a lungo raggio con aeromobili moderni come il Boeing 787 Dreamliner o l’Airbus A350. Cercate configurazioni con posti 1-2-1 o 1-1-1 per massima privacy e accesso diretto al corridoio, tipiche dei prodotti Business di alto livello. Prezzi? Facilmente superano i 5.000-7.000€ a persona.
E qui entra in gioco il travel hacking: la soluzione non è pagare, ma convertire i tuoi punti in biglietti premio. Programmi come Flying Blue (Air France/KLM) sono la tua arma migliore. Saper usare i tuoi RevPoints Revolut per volare con Flying Blue o trasferire i punti Membership Rewards di American Express può fare la differenza. Per esempio, un volo di andata e ritorno in Business Class con Air France da Parigi a Papeete può costare circa 150.000-200.000 miglia Flying Blue, più tasse. Non pochi, ma decisamente più abbordabili che sborsare cifre a quattro zeri.
Non pensare che i punti si accumulino da soli. È un processo attivo, una strategia finanziaria vera e propria. La base di ogni buon travel hacker sono le carte di credito che massimizzano l’accumulo di punti. In Italia, le carte American Express sono le regine indiscusse per questo scopo. La Amex Platino, con i suoi bonus di benvenuto e l’accumulo accelerato, può garantirti una base solida di Membership Rewards, che sono poi convertibili in miglia aeree con partner come Flying Blue, British Airways Executive Club (Avios) o Emirates Skywards.
Non sottovalutare l’importanza di capire bene come massimizzare il valore dei tuoi Membership Rewards. Un punto non vale sempre un punto. In alcune promozioni, potresti ottenere bonus di conversione significativi, rendendo ancora più “economico” il tuo biglietto premio. Anche carte come la Miles&More Gold Mastercard possono contribuire, sebbene i punti siano legati a un singolo programma. La diversificazione è chiave: avere punti su più piattaforme ti dà flessibilità. Non dimenticare la possibilità di combinare i tuoi Avios se utilizzi diversi programmi del gruppo IAG.
E non dimentichiamo il potere dei punti hotel. Sebbene il volo sia la spesa maggiore, un soggiorno di lusso a Bora Bora può facilmente costare diverse centinaia di euro a notte. Accumulare punti con programmi come Marriott Bonvoy o Hilton Honors ti permetterà di ridurre drasticamente, se non azzerare, i costi dell’alloggio. Ogni euro speso con le carte giuste deve generare punti. Ogni spesa, anche la più piccola, diventa un mattone per la tua villa overwater.
A Bora Bora, l’hotel non è solo un posto dove dormire, è parte integrante dell’esperienza. Stiamo parlando di catene iconiche come il St. Regis Bora Bora, il Conrad Bora Bora Nui, il Le Meridien (ora Le Méridien Bora Bora Resort, parte di Marriott) o il Four Seasons. I prezzi per un bungalow overwater possono variare da 800€ a oltre 2.000€ a notte, a seconda della stagione e della tipologia. Sì, hai capito bene.
Ma anche qui, il travel hacking ti offre una via d’uscita. Programmi fedeltà come Marriott Bonvoy e Hilton Honors sono oro colato per destinazioni come Bora Bora. Il St. Regis Bora Bora o il Le Méridien Bora Bora Resort, per esempio, sono parte del portfolio Marriott Bonvoy. Con i punti Bonvoy, puoi prenotare notti gratuite. Spesso, il “fifth night free” (quattro notti pagate con punti e la quinta gratis) può generare risparmi enormi. Acquisire uno status élite con questi programmi, magari tramite una carta di credito come la Amex Platino che include lo status Marriott Bonvoy Gold e Hilton Honors Gold, ti garantirà upgrade gratuiti, colazioni incluse e altri benefit che, in un contesto come Bora Bora, valgono centinaia di euro al giorno.
Capire i vantaggi del programma Marriott Bonvoy e come massimizzare l’accumulo è cruciale. Le promozioni periodiche per l’acquisto di punti o i bonus sui soggiorni possono accelerare notevolmente il tuo percorso verso il paradiso. Non si tratta di fortuna, ma di una pianificazione meticolosa. Ogni punto conta. Bora Bora è costosa, ma non invincibile se sai come giocare le tue carte (letteralmente).